sabato 17 dicembre 2011

Napolitano ad Assisi ci compiace del provvedimento. Un segno del destino o un caso?

All'indomani  dell'approvazione del nuovo provvedimento composto per il 60 per cento da tasse che si riverseranno in un modo o in un altro nelle tasche degli italiani, il nostro Presidente con il suo elegante cappotto blu si trova ad Assisi, la città del poverello. Sarà un caso, un segno del destino o l'abilità del comunicatore l'aver scelto proprio Assisi per compiacersi del "superamento dello sforzo del parlamento" e per  ricordare ( a dire il vero lo ha fatto ieri) che le classi più deboli devono fare i loro sacrifici da offrire alla patria per un debito pubblico pari ad una voragine creata dai nostri politici, quelli per intenderci della prima Repubblica, quando  anche l' On. Giorgio Napolitano era deputato. E' stato il periodo concluso con la farsa di mani pulite.  Dico farsa perché con Mani pulite nessun politico, se non proprio qualche sfigato, è finito in galera per qualche periodo. Il debito pubblico però in quegli anni, manovra dopo manovra, è  aumentato di anno in anno, grazie ad un clientelismo che ha permesso assunzioni a pioggia nel pubblico impiego, che ha costituito enti inutili, che ha finanziato opere mai finite costate miliardi di vecchie lire, ha partorito partecipazioni statali fallimentari, ha sostenuto le grandi aziende private di "stato", insomma è inutile continuare: lo sfascio è sotto i nostri occhi. L'assistenza sanitaria ci costa un occhio della testa ma non funziona, si parla di sovraffollamento delle carceri quando ci sono interi fabbricati iniziati sempre in quel periodo destinati a quell'uso  e mai finiti, le ferrovie non funzionano se non forse nell'alta velocità, le infrastrutture cadono a pezzi perché nonostante i miliardi spesi, sono stati costruiti a risparmio, e via dicendo. E ora  si chiedono altri sacrifici agli italiani. D'altra parte non dimentichiamo che fu proprio il nostro grande presidente  ex esponenente del PCI, amico addirittura del buon Palmiro Togliatti, che durante l'occupazione dell'URSS dell'Ungheria per soffocare nel sangue i moti di liberazione ungheresi, commentò:" L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma alla pace nel mondo". Anche il governo Monti e i suoi provvedimenti impediranno  di nuovo all'Italia di cadere nel baratro e nella confusione. E quindi anche i pensionati con cinquecento euro il mese, le famiglie dei disoccupati, dei cassaintegrati, degli operai, è bene che paghino senza protestare per non trasformarsi in "spregevoli provocatori" e " in esecrabili teppisti" . Questo ce lo dice il presidente napolitano dall'alto del suo reddito mensile che solo per il suo incarico riceve circa 20 mila euro al mese, che vive in palazzi per le cui spese ci costano 200 milioni di euro in bilancio annuale, con la sua quarantina di auto blu. Insomma cari concittadini italiani consoliamoci: pagheremo tasse e IMU,  vedremo aumentare i prezzi nei negozi e non sapremo come mangiare, venderemo la macchina, ma sappiate che con il sudore del nostro lavoro salveremo l'Italia (o meglio i privilegi di una certa Italia, quella che va Saint Moritz d'inverno per intenderci). Sempre se naturalmente riusciremo ancora a lavorare visto che le aziende chiudono una dietro l'altro, lasciandosi dietro la scommessa  e il sangue dei piccoli e medi imprenditori e degli artigiani che hanno investito capacità e denari per costruire un piccolo sogno nel cassetto.E se poi non ci riusciremo..un'altra manovrina è sempre possibile, lo sappiamo. E ricordatevi anche di non protestare. Al massimo è permesso solo il diritto di mugugno.
 
Lorenza Cordovani

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