venerdì 3 agosto 2012

La strage di Bologna e il nazismo islamico




Il nazismo ha due anime, tedesca ed islamica. 
Adolf Hitler, Berlino 22 novembre 1941 
Noi li sgozzeremo tutti, sgozzeremo i feti nelle madri. Arafat, Algeri, 1985 
Ringraziamo la “resistenza palestinese” per la strage di Bologna 
Bologna: trent’anni fa i nazifascisti palestinesi causano la strage della stazione. 
Bologna è stata una strage nazifascista, ma è il nazifascismo palestinese, non quello nostrano il responsabile.

Intervista a Cossiga
 Perché lei è certo dell’innocenza di Mambro e Fioravanti per la strage di Bologna? Dove vanno cercati i veri colpevoli?
«Lo dico perché di terrorismo me ne intendo. La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della “resistenza palestinese” che, autorizzata dal “lodo Moro” a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo. Quanto agli innocenti condannati, in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. E nella rossa Bologna la strage doveva essere fascista. In un primo tempo, gli imputati vennero assolti. Seguirono le manifestazioni politiche, e le sentenze politiche».
 Scusi, i palestinesi trasportavano l’esplosivo sui treni delle Ferrovie dello Stato?
«Ero presidente del Consiglio, e fui informato dai carabinieri che le cose erano andate così. Anche le altre versioni che raccolsi collimavano. Se è per questo, i palestinesi trasportarono un missile sulla macchina di Pifano, il capo degli autonomi di via dei Volsci. Dopo il suo arresto ricevetti per vie traverse un telegramma di protesta da George Habbash, il capo del Fronte popolare per la liberazione della Palestina: “Quel missile è mio. State violando il nostro accordo. Liberate subito il povero Pifano”».
 Giuseppe Valerio Fioravanti è un signore che per tutta la sua vita ha fatto il terrorista nazifascista. Ha cinque ergastoli: quattro se li è meritati, il quinto, quello per Bologna, è immeritato: è impensabile possa essere stato lui.
  Non possiamo dire la verità, perché altrimenti i palestinesi ci punirebbero con un’altra bomba e nessun uomo politico può rischiare cento morti.
 La domanda di questi gentiluomini resta inevasa. Perché i governi tacciono? 
Nell’ultimo governo Prodi erano presenti anche Rifondazione Comunista e il Partito Comunista Italiano e anche loro hanno mantenuto il silenzio, Quindi, contrariamente a quanto sostenuto sul Manifesto, non sono stati i fascisti, né i Massoni e non è coinvolto nessun servizio segreto di un paese occidentale altrimenti i comunisti avrebbero parlato. Inoltre se fosse dimostrabile che è stato un paese occidentale, all’Italia spetterebbe un risarcimento in denaro enorme, in quanto coinvolta in un atto di guerra non prima dichiarata. L’Italia accetta la testimonianza di Izzo, caccia sulle spalle di Fioravanti che ha già 4 ergastoli, un quinto ergastolo e lo ringrazia di non aver fatto troppo casino mettendolo fuori dopo venti anni e qualcosa.
 Lo schema di tutti i governi è: 
Facciamo finta che sia stato Fioravanti e non ne parliamo più, perché se la verità viene fuori è una catastrofe per tutti e nessun governo se ne può assumere la responsabilità. 
La pista palestinese, l’esplosivo era dei palestinesi che lo stavano spostando insieme a Carlos, era a Bologna un suo uomo Krams. L’esplosivo è esploso per errore ( Cossiga), oppure per punire l’Italia non abbastanza servile con i palestinesi ( Commissione Mitrokhin) Carlos è un terrorista nero, rosso verde, fascista, comunista e islamico, la cui moglie avvocato, ha difeso Kòaus Barbie, gerarca nazista detto il boia di Lione e la bamnda dei barbari ( gruppo di islamici che per 23 giorni hanno torturato a morte un ragazzo ebreo a Parigi).

 La pista palestinese ha senso perché: 
1)Nessuno ha rivendicato la strage. È possibile si sia trattato di un errore. Non è l’unica strage non rivendicata, potrebbe far parte di una generica strategia della tensione. Indizio debole.
 2)Non erano in molti, e Fioravanti non era tra questi, a disporre di quel quantitativo di esplosivo. L’esplosivo non si vende al supermercato. Occorre un grosso gruppo con molto denaro e grosse reti per avere grandi quantità di esplosivo. I palestinesi erano praticamente gli unici in quel periodo a rispondere alla descrizione
 3)Commissione Mitrokhin secondo cui l’attentato fu palestinese ma non accidentale, ma punitivo. I primi a parlare di pista palestinese. Indizio medio.
 4)Ne parla Cossiga, che è uno dei pochi che conosce la verità in quanto ex presidente della repubblica. Prova inoppugnabile.
 5) Cossiga ne parla e non viene denunciato da nessuno, e le sue parole vengono fatte cadere nel vuoto. Nessun governo può permettersi la verità. Quindi la verità è qualcosa che deve rispondere a questo criterio. Se detta causa una catastrofe a tutto il paese. Nessun governo se lo può permettere.
 6) lo stesso Carlos, attualmente in carcere in Francia. ha riconosciuto che l’esplosivo era il suo
 E solo la pista palestinese risponde a questo schema.
 Nessun governo può parlare perché 
Chi parla si becca l’attentato. Moro fecce il suo patto sciagurato per evitare attentati ai cittadini italiani, soprattutto se non ebrei. Chi minaccia attentati ricatta tutti. Chi dice la verità è considerato un provocatore dal terrorismo islamico, e palestinese, che si scatena con rappresaglie contro innocenti. Il bellissimo discorso del Papa a Ratisbona è stato pagato da una suora italiana uccisa in Somalia e qualche decina di cristiani uccisi in Nigeria e i nati servi, la lista ve l’ho già data, hanno scritto che la “colpa era del papa”. I nati servi hanno un addestramento meraviglioso a considerare la libertà di parola una provocazione. Hanno scritto sui loro giornali che il fatto che il papa si sia permesso di battezzare Magdi Allam di persona è una provocazione insopportabile ed è lui il responsabile del terrorismo islamico. I nati servi odiano chi è libero.
 Il governo che dice la verità non sarà applaudito dai fascisti di sinistra che fischiano i ministri a Bologna perché loro preferisono la menzogna della pista fascista, e si troverà di fronte i parenti delle vittime della nuova strage. Nessuno vuole la responsabilità di una nuova strage. Noi siamo persone responsabili. Il ricatto del terrorismo, se parli ammazzo degli innocenti, paralizza chiunque.
 In questo caso, però, c’è un secondo problema. Riconoscere che Moro aveva dato il permesso di spostare armi ed esplosivo ai palestinesi, dimostra che eravamo alleati di chi faceva la guerra ad Israele. Cioè noi abbiamo commesso atti di guerra contro Israele, senza un dichiarazione di Guerra.
 Una roba di questo genere, se ufficiale, ci mette fuori dalla comunità internazionale. Vuol dire crediti bloccati e boicottaggio internazionale dei nostri prodotti, a meno di non subire un processo che stabilisse il risarcimento allo stato di Israele, un rinascimento di guerra. Nemmeno la Somalia e l’Iran riconoscono il loro sostegno al terrorismo ufficialmente.
 Quindi il massimo che si può fare, il massimo, è far dire la verità a Cossiga, ufficiosamente, perché almeno la verità sia ascoltata.
 Da chi è in grado di ascoltarla.
 I vili che si sono tappati le orecchie resteranno nella menzogna.
 Abbiamo pagato lacrime e sangue la vigliaccheria verso il terrorismo.
 Abbiamo pagato un tributo spaventoso.
 Ora è il momento del coraggio.
 Se dobbiamo attraversare lacrime e sangue, meritiamocelo, combattiamo il terrorismo, facciamolo a testa alta, per salvare la libertà nostra e dei nostri figli.

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